Cannes Film Festival 2017

Alcuni dettagli sul Festival che vede Monica Bellucci in qualità di mistress of ceremonies.

Un importante compleanno per il Cannes Film Festival che, per l'edizione 2017, compie 70 anni. La Croisette, con i suoi attesissimi ospiti, sarà la protagonista della città dal 17 al 28 maggio.

Un’edizione ricca di grandi nomi e film, che profumerà d'italianità, grazie alla bellezza di Claudia Cardinale, protagonista nella locandina del Festival, e a Monica Bellucci, madrina della kermesse. 

Sarà anche per la love story con Vincent Cassel, lei in Francia è molto amata, così come in Italia. Nonostante i due si siano lasciati da qualche anno, entrambi hanno confessato in più interviste che il loro è stato un grande amore che difficilmente verrà cancellato, anche grazie alle loro due bambine, Deva e Léonie.

L’ultima volta che avevamo visto Monica Bellucci a Nizza, era per togliersi le scarpe in spiaggia. Era l'anno 2014 e portava alla kermesse il personaggio della “fata bianchina” in Le meraviglie di Alice Rohrwacher. La sera del 17 maggio, tornerà in nuovi panni per annunciare ufficialmente l’inizio della 70esima edizione del festival, nell’enorme sala Grand Théatre Lumiere.

Noi ci aspettiamo dei look fantastici, da sogno, per confermare il suo essere diva. Non tanto outfit creativi e bohémien come ogni tanto ci ha abituato (abiti a fiori, gonne da gitana). Pensiamo ad abiti lunghi total black, che segnano le sue bellissime forme femminili, con qualche pizzo e velatura, avvolta in metri e metri di tessuto pregiatissimo. Un’eleganza composta e monocromatica, essenza dello stile di Monica. 

Tantissima curiosità per il possibile incontro sul palco tra Monica Bellucci e Claudia Cardinale: entrambe mediterranee, icone della moda e volti del cinema anche indipendente.

Ora vediamo i film in concorso:

120 Battements Par Minute di Robin Campillo (Francia)
Aus Dem Nichts di Fatih Akın (Germania)
The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach (Stati Uniti d’America)
L’Inganno (The Beguiled) di Sofia Coppola (Stati Uniti d’America)
Rodin di Jacques Doillon (Francia)
Happy End di Michael Haneke (Austria)
Wonderstruck di Todd Haynes (Stati Uniti d’America)
Le Redoutable di Michel Hazanavicius (Francia)
Okja di Bong Joon-ho (Corea del Sud)
Hikari di Naomi Kawase (Giappone)
The Killing of a Sacred Deer di Yorgos Lanthimos (Grecia)
A Gentle Creature di Sergei Loznitsa (Ucraina) 
Jupiter’s Moon di Kornél Mundruczó (Ungheria)
L’Amant Double di François Ozon (Francia)
You Were Never Really Here di Lynne Ramsay (Regno Unito)
Good Time di Joshua Safdie e Ben Safdie (Stati Uniti d’America)
Geu-Hu di Hong Sang-soo (Corea del Sud)
Nelyubov di Andreï Zviaguintsev (Russia)
The Square di Ruben Östlund (Svezia, Danimarca, Francia, Stati Uniti d’America)

Per la sezione Un Certain Regard:

Barbara di Mathieu Amalric (Francia)
A Novia del Desierto di Cecilia Atan e Valeria Pivato (Argentina, Cile)
Tesnota di Kantemir Balagov (Singapore)
Aala kaf ifrit di Kaouther Ben Hania (Tunisia)
L’Atelier di Laurent Cantet (Francia)
Fortunata di Sergio Castellitto (Italia)
Las hijas de Abril di Michel Franco (Messico)
Western di Valeska Grisebach (Germania, Bulgaria, Austria)
Posoki di Stephan Komandarev (Bulgaria, Germania)
Out di Gyorgy Kristof (Slovacchia, Stati Uniti d’America)
Sanpo Suru Shinryakusha di Kurosawa Kiyoshi (Giappone)
En Attendant les Hirondelles di Karim Moussaoui (Francia)
Lerd di Mohammad Rasoulof (Iran)
Jeune Femme di Léonor Serraille (Francia)
Wind River di Taylor Sheridan (Stati Uniti d’America, Canada, Regno Unito)
Après la Guerre di Annarita Zambrano (Francia)
La Cordillera di Santiago Mitre (Argentina, Francia, Spagna)
Walking Past the Future di Li Ruijun (Cina)
 



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