Il nuovo social network: Snapchat

Il mondo dei social network è in continua evoluzione e difatti non mancano mai le novità.

Il boom del momento è legato a Snapchat, un social nato nel 2011 dalla brillante intuizione dei suoi fondatori Evan Spiegel e Bobby Murphy che, intendevano realizzare un social dove sentirsi più liberi grazie a contenuti istantanei che restano in rete soltanto 24 ore per poi cancellarsi definitivamente.

Un’esigenza crescente, condivisa un po’ da tutti in un’epoca in cui anche il lavoro si costruisce su quella che è la propria reputazione online, da salvaguardare per l’appunto da contenuti “poco appropriati”. Il successo di questa piattaforma che, nel 2015 ha registrato un netto sorpasso rispetto a Facebook per gli utenti tra i 13 e i 17 anni, è stato suggellato da una comunicazione istantanea che consente di sentirsi liberi di esprimere la propria personalità, senza dover costruire un profilo personale come accade di consueto sugli altri social.

Come spiegato infatti da Michele Boroni di Wired: “Snapchat ha restituito ai social network la loro dimensione originaria. Ovvero un tipo di comunicazione più disinibita e superficiale, ma non nell’accezione negativa della parola. È un luogo ludico e innocuo a differenza di piattaforme come Facebook e Twitter, più legate alla parola scritta e al dibattito collettivo. Per questo piace tanto ai ragazzi: li fa sentire più liberi di esprimersi, senza sforzarsi di apparire quello che non sono”.

Quella che gli utenti realizzano è infatti una propria storia personalizzata grazie ad immagini e video della durata di soli 10 secondi, a cui eventualmente aggiungere delle brevi didascalie o delle emoticon. Anche la visualizzazione delle foto scambiate tra i contatti ha una durata limitata: è impossibile infatti impostarla da un minimo di 1 secondo fino ad un massimo di 10, dopodiché Snapchat rimuoverà definitivamente il contenuto.

La possibilità di inviare messaggi liberamente, avendo la certezza della loro totale autodistruzione nel giro di pochissime ore, sarebbe quindi alla base del boom di iscrizioni a Snapchat, complice anche un’epoca in cui la salvaguardia della privacy e della propria vita “connessa” è di crescente interesse da parte degli utenti, anche per quelli più giovani.



 

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