Il venerdì corto

Sono passata da un tipico lavoro da casa, come mamma, con mia figlia piccolissima da accudire, a un lavoro condiviso con mio marito nella azienda che abbiamo aperto insieme.

Lavoro come freelance da diversi anni, ormai.

Sono passata da un tipico lavoro da casa, come mamma, con mia figlia piccolissima da accudire, a un lavoro condiviso con mio marito nella azienda che abbiamo aperto insieme.

Ho passato tutte le fasi del lavoro da casa, che potrei riassumere in 10 punti essenziali:

1) La fase dell’entusiasmo: i primi tempi, sapere di poter conciliare lavoro e famiglia era esaltante;
2) L’abnegazione: quando non bastava essere una mamma e una lavoratrice 'normale', ma dovevo diventare Wonderwoman;
3) La fase Giovanna d’Arco: quando intorno a me i parenti ed amici dicevano che ero pazza ad insistere, e avrei dovuto cercare un lavoro normale;
4) Il tutto e per tutto: quando ho deciso di rischiare tutto e finalmente sono riuscita a trasformare la mia passione in un lavoro;
5) La macchina da guerra: quando per due anni ininterrotti ho lavorato e fatto la mamma 72 ore al giorno;
6) La fase del palloncino sgonfio: quando piano piano mi son sgonfiata e ho iniziato ad essere stanca stanca;
7) La fase prugna secca: quando non ho avuto più energie e mi sono letteralmente afflosciata;
8 ) La rivoluzione francese: quando mia figlia è andata alla scuola materna e finalmente potevo suddividere il mio tempo di mamma e il mio tempo di lavoratrice;
9) La principessa sul pisello: quando mio marito si è unito con me in azienda e finalmente mi ha salvata;
10) La fase Thelma & Louise: quando finalmente l’azienda è stata avviata e io mi sono fatta una vita, e adesso ho un solo pensiero: vacanze!!

Per questo oggi proclamo il giorno del venerdì corto.
Perché me lo merito.
E scommetto che lo meritate anche voi

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