Genitori, educatori, modelli.

I genitori sono i primi educatori dei figli, ma non gli unici.

Il ruolo del genitore è decisamente difficile e impegnativo perché fin da quando nascono i nostri figli il nostro ruolo è di cura a 360°: fisica ed educativa.

Io tengo spesso corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro e uno dei principi educativi che spiego a chi segue le mie lezioni è che le regole, per quanto possano non piacerci, sono la base della convivenza civile.

Se non ci fossero regole dovremmo ogni giorno ridiscutere ogni aspetto della nostra vita, dalla precedenza agli incroci (che già con le rotonde abbiamo le nostre belle difficoltà!) ai ruoli al lavoro. Capiamo perfettamente che non sarebbe un bel modo di vivere.

Lo stesso principio cerco di usarlo come genitore, ricordando a Ida, ma anche a me stessa, che darsi regole serve a rendere la vita più semplice.

E le regole non sono solo i “no”, ma anche tutti quei principi educativi che rendono i nostri figli saldi nell’affrontare le sfide della vita.

Certamente le regole non possono essere troppe e soprattutto devono essere motivate.
Perché una regola di cui non conosciamo il motivo di esistere non la seguiremmo volentieri nemmeno noi adulti.

Essere genitori significa quindi educare, ma non siamo i soli ad avere questo ruolo nei confronti dei nostri figli.

Già in famiglia ci sono nonni e zii che, benché autorizzati a vizi extra, hanno comunque un ruolo importante soprattutto quando i figli non ci ascolterebbero nemmeno con una pistola puntata alla tempia.

E poi gli insegnanti, educatori per eccellenza insieme ai genitori, con cui dovremmo sempre cercare un allineamento nella scelta di regole e metodi pedagogici.
Un altro genere di insegnante è quello che guida i nostri figli nelle attività extrascolastiche: allenatori, insegnanti di musica, educatori parrocchiali, ecc…

Non sottovalutiamo la scelta della persona che guiderà i ragazzi in questo genere di attività perché facilmente diventerà ciò che noi, almeno nel periodo dell’adolescenza, faticheremo ad essere: un modello.

I bambini hanno una grande adorazione per i genitori, ma l’adolescenza fa nascere un normale e sano conflitto fra generazioni che pur rischiando di farci saltare i nervi, è necessario al rendere i nostri figli persone indipendenti e adulte.
Per questo è fondamentale che abbiano dei riferimenti positivi fuori di casa, persone a cui ispirarsi e che condividano con noi principi e metodi di educazione in modo da poter trasmettere ai ragazzi tutte quelle basi che da noi non ascolterebbero mai ma che dette da qualcun altro saranno verità scolpite nella roccia.

Pensate alla vostra adolescenza, pensate agli adulti che guardavate con ammirazione quando non ascoltavate minimamente i vostri genitori.
Non dicevano sostanzialmente le stesse cose?

Nel mio caso sì. Così come nel caso dei bambini che ho avuto nel mio gruppo di catechismo fino ad oggi. Io e i loro genitori diciamo le stesse cose, ma se le dico io mi ascoltano, e quando i genitori se ne lamentano dico loro di non prendersela e che ricambieranno il favore quando Ida mi manderà a quel paese.
E i vostri figli a chi guardano come modello?

Ti piace scrivere?

Candidati per diventare OVSWRITER e
firmare il prossimo articolo del Magazine OVS.

Candidati
Condividi sui social questo post e contribuisci alla creazione dell'e-zine OVS del mese

Ti potrebbe interessare anche