Il fratello immaginario: sognare...

Può capitare che i bambini si creino un immaginario fratellino minore da accudire o uno maggiore con cui giocare: come comportarsi?


È capitato anche a noi proprio la scorsa settimana.
Ida stava parlottando da un’ora da sola mentre io lavoravo quando mi sono girata convinta che stesse giocando coi suoi peluches e invece parlava con qualcuno di invisibile.
Non mi sono stupita molto: spesso gioca a riprodurre situazioni che le sono capitate a scuola e che le sono piaciute in modo particolare (ad esempio la lezione di Zumba per bambini, un gioco di gruppo particolarmente divertente, ecc…) quindi mi sono limitata a chiederle con chi stesse giocando.

E lei candida “Con il mio fratellino immaginario. Perché lo sai mamma che io ho un fratellino immaginario di due anni e devo insegnargli tutto?”.

Beh, lì mi sono un po’ stupita perché se c’è una cosa su cui lei e suo padre sono d’accordo su tutta la linea è il non volere un altro nano in giro per casa.
Io sono più aperta al discorso anche se ormai ammetto che farei fatica a riadattare l’equilibrio che abbiamo raggiunto, soprattutto in questa fase pseudo-preadolescenziale di Ida che ci sta davvero mettendo alla prova.
Comunque questo suo fratello immaginario mi ha un po’ spiazzata, e sono partiti come al solito i sensi di colpa e le mille domande che noi genitori ci facciamo in questi casi:
“Vuole un fratellino ma non lo dice per compiacerci?”
“Si sente diversa dai compagni che hanno quasi tutti un fratellino o una sorellina?”

Perché se ero preparata sull’amico immaginario (figura utile per confrontarsi, superare paure e problemi, risolvere conflitti nella fase di sviluppo), non mi era mai capitato di sentir parlare di fratelli.

Così mi sono documentata e ho capito che in assenza di altri segnali come disturbi nell’apprendimento, paure estreme, difficoltà in famiglia, ecc… anche questa variante rientra nella stessa sfera di creatività dei “compagni invisibili“.

Ida in effetti ama molto occuparsi dei più piccoli e anche se ha questa paura di dividere me e suo padre con altri, probabilmente si diverte al pensiero di non essere più “la piccola di casa” ma una “sorella grande”.
Vedremo come evolve la cosa, ma soprattutto: basta preoccuparsi di cose inutili.

Per approfondire possiamo leggere “Il bambino e i suoi doppi. L’ombra e i compagni immaginari nello sviluppo del sé” di Tilde Giani Gallino.
E i vostri figli hanno mai avuto fratelli immaginari?

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