Fratelli: complici di una vita

Avere un fratello o una sorella significa avere un alleato per tutta la vita, un complice dalla culla alla tomba. Impagabile!

Si litiga fra fratelli, si litiga tanto.

Litighi per lo spazio in camera se la dividi, per chi usa la macchina di papà il sabato sera e perché ci si frega i vestiti a vicenda (io no: mia sorella è sempre stata la metà di me in altezza, larghezza e spessore…fortunella lei!).

Ma per quanto si passino anni a scannarsi resta il fatto che fratelli e sorelle sono i nostri grandi complici nella vita.

Da piccoli si oscilla dal farsi la spia a vicenda (di solito quando il danno combinato va a scapito dell’altro o se dalla spiata si può trarre un vantaggio particolarmente gustoso) alla difesa strenua dell’altra metà della coppia arrivando fino a negare l’evidenza.
Che se tua sorella sta girando in due su un motorino con il ragazzo più cool della compagnia e tua madre ti chiede “Guarda in strada se vedi tua sorella!” tu menti anche se ti viene fatto notare che no, lei non ha una sosia nel quartiere (ciao mamma!).
Poi cresci, devi fare scelte, passi importanti, follie professionali e chi hai accanto? Lui o lei, fratello o sorella.

Che magari non è d’accordo con te e farebbe o ha fatto tutt’altro nella vita, ma difende la tua libertà di scegliere, crede in te e ti dà fiducia perché sa quanto vali e ti conosce come nessun altro al mondo.
Perché sia che ti legasse nel letto quando facevate rissa o ti aiutasse coi compiti di latino, che ti vietasse di usare i suoi orecchini o ti aiutasse a pettinarti per il sabato sera con pazienza certosina, sarà la persona che più di ogni altra capirà il tuo modo di agire e pensare.

Oltre al fatto che si è l’uno per l’altro, radici e continuità.

I genitori, per quanto fatichiamo anche solo a immaginarlo, figuriamoci ad accettarlo, muoiono.
Di norma muoiono prima dei figli  e nostro fratello e nostra sorella saranno ciò che resta delle nostre radici, saranno le persone che sapranno sempre chi siamo e da dove veniamo, che sapranno leggere nelle nostre decisioni e nei nostri comportamenti motivazioni antiche, sogni mai sopiti confidati in un pomeriggio afoso e dolori che pochi altri conoscono davvero a fondo.

Ida non ha e non avrà, per vari motivi, un fratello o una sorella.
Sono felice che abbia però due cugine meravigliose che spero potranno un po’ avere questo ruolo.
Perché qualche giorno fa guardavo la loro mamma e pensavo che qualunque cosa accada noi saremo sempre…NOI.

E com’è il vostro livello di complicità con i vostri fratelli, se ne avete? E quello dei vostri figli?

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