Lotte e Adolescenza: un evergreen

Che adolescenti siete stai? Ribelli o “per bene”? Quanto sono cambiate le lotte dell’età tremenda rispetto a quando eravamo noi a girare coi jeans strappati?

Gli adolescenti sono ribelli. Gli adolescenti sono intrattabili. Gli adolescenti sono un fascio di ormoni viaggiante.
Luoghi comuni? Verità indiscutibili?

Forse un po’ di entrambi, ma una cosa è certa: da che mondo è mondo l'adolescenza è un’età difficile per tutti: genitori e figli.
I ragazzi si sentono indefiniti, incompiuti, né adulti né bambini, spaventati da ciò che stanno diventando e contemporaneamente desiderosi di “fare il salto” per potersi finalmente dare una collocazione precisa in famiglia e nel gruppo sociale.
In più ci si mettono gli ormoni a far danno, e sulla biologia non si discute!

Ma in cosa sono diversi gli adolescenti di oggi da quelli che eravamo noi alla loro età?
Non nei jeans strappati, non nella voglia (magari mai assecondata) di trasgredire per “sentirsi grandi” e nemmeno nel seguire il gruppo come entità capace di definirli.
Eravamo tutti così ricordate?
scoltavamo quasi tutti la stessa musica, e anche quelli che si credevano fuori dal coro erano parte del gruppo dei “fuori dal coro” (appunto). Noi ragazze avevamo diari a fiorellini che oggi definiremmo shabby-chic per poi passare alla mitica Smemoranda da riempire.
Oggi guardiamo i nostri figli adolescenti e li sgridiamo perché vogliono fare tutto quello che fa il gruppo, perché si uniformano e non cercano di distinguersi. Ma è poi così vero?
Non credo, credo invece che come capita spesso si dica “gli adolescenti” allo stesso modo con cui si dice “i genitori” o “gli stranieri”: con una sorta di razzismo che vuole etichettare senza fare distinzioni.
Etichettare aiuta, ma guardare negli occhi questi ragazzi come avremmo voluto si facesse con noi aiuta anche di più.
Io mi ricordo molto bene come ero a quella età: troppo orgogliosa per rinunciare al ruolo di “prima della classe”, ma desiderosa di piacere anche al gruppo degli irrequieti, fiera della mia maturità ma incapace di accettare di non essere un’adulta con la libertà di un’adulta. Troppo tranquilla e legata al gruppo parrocchiale per essere una del gruppo figo e troppo “scatenata” per essere completamente una brava ragazzina.
Se c’era una che non aveva idea di come incasellarsi quella ero io.

Per questo forse ho tanto affetto per gli adolescenti. Oltre che per il fatto che con mia figlia ho ancora un 6-7 anni di bonus davanti.
Sono perfettamente cosciente dei problemi a cui vado incontro e non nascondo che più di una volta davanti alle sue crisi da “Non capite che voglio vivere la mia vita!” (sì…ha sempre sei anni) ho pensato e detto che quando diventerà adolescente sarò io a scappare di casa, ma spero di ricordare sempre come era avere quindici anni e non sapere chi si è o cosa si sta diventando.
Ma le miei sono solo ricordi di una ragazzina, o esperienze di educatore, quindi giro la palla a voi genitori di figli adolescenti: sono così diversi da noi alla loro età?

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