La maternità: e la sua leggerezza

Alzo bandiera bianca. Mi arrendo. Ho fatto del mio meglio, ma adesso è troppo: la nuova generazione di supermamme, superdonne e supernonne non è un modello – come si dice oggi – sostenibile.

Avessi avuto il pancione negli anni sessanta non mi sarei fatta tanti problemi: uno scamiciato comodo e informe, di quelli arricciati sotto il seno e il problema era risolto facilmente, con buona pace di tutti quelli che non potevano capire se sotto c’era solo il pancione o anche qualche kg di troppo.

Ma quando è arrivato il mio turno di avere il pancione, purtroppo Demi Moore era già apparsa sulla copertina di Vanity Fair, nuda e in perfetta forma al settimo mese di gravidanza. E i miei 9 mesi di attesa, come quelli di tutte le mamme venute dopo la Moore, non potevano più essere come prima: ingrassare in santa pace non era una scelta accettabile, perché l’immagine della donna in attesa doveva essere anche sexy e attraente.

Immaginate quelle come me, destinate a ingrassare ancora prima di fare il test di gravidanza e aggiungete a questa immagine irraggiungibile la mitologia che vuole alcune elette entrare perfettamente nei propri jeans pregravidanza il giorno dopo aver partorito… e capirete la frustrazione di quei mesi.
Preso atto della situazione non mi restava che trovare gli abiti che mi entrassero, ho fatto incetta di pantaloni taglio jeans con l’elastico in vita regolabile, molto regolabile in gravidanza, e fortunatamente molto regolabile anche dopo aver partorito, quando in balia degli ormoni del puerperio, l’ultima cosa a cui si pensa è la dieta.

Nei 4 anni che sono trascorsi tra le mie due gravidanze, ho trovato una situazione abiti premaman molto cambiata: se prima esistevano solo ed esclusivamente pantaloni taglio jeans, quattro anni dopo ho potuto spaziare molto di più, anche se trovavo però troppo spesso solo il terrore di tutte noi oversize: pantaloni a vita bassa, anzi bassissima, che per chi è dotata di pancia enorme, e non solo pancia, non sono il simbolo della comodità, ma la moda si sa, talvolta è impietosa.

Ma i complessi non si fermano qui. Demi Moore, per quanto indubbiamente incinta ed attraente, era ancora un fenomeno anni ’90, e creava uno stress quasi tollerabile: era pur sempre una star di Hollywood, oltre che una mamma.

Adesso l’assalto alla nostra autostima è più complesso. Donne eccezionali che sono mogli, madri, amanti, celebrities, scienziate, artiste e sante si stanno delineando all’orizzonte, pronte a entrare nelle nostre case da ogni direzione. Le loro avanguardie sono state Sarah Palin – che è riuscita a fare una campagna elettorale sotto gli occhi dei media mondiali pochi mesi dopo il parto – e Carme Chacon – ministro della difesa spagnola – che ha visitato le truppe in Kosovo e Afganistan mentre era incinta.

Non ci resta che vedere Wonder Woman salvare il mondo incinta e con i jeans a vita bassa e siamo belle che sistemate.

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