Gestire i bisticci dei bimbi

Quando i bambini litigano fra di loro come si dovrebbero comportare i genitori? Parliamone insieme.

Succede spesso che i bambini bisticcino fra di loro e i genitori non sanno mai come comportarsi.
Soprattutto all’asilo e alla scuola materna il bambino viaggia su un binario molto fisico e spingersi, rubarsi i giochi o escludere un amico da un gioco sono comportamenti istintivi.

Cosa fare? Come deve comportarsi l’adulto in questi frangenti?
Di sicuro i genitori non dovranno cercare colpe, o mettersi in mezzo in mezzo accusando uno o l’altro (difficile infatti che in questa fase ci sia della cattiveria nei gesti compiuti).

Non serve correggere, o dare la soluzione “giusta”: i bambini subiscono l’intervento degli adulti, perdendo la capacità di risolvere da soli i propri problemi.
Questo è un atteggiamento che l’adulto, entro i limiti della sicurezza fisica e psicologica dei bambini, dovrebbe mantenere sempre in modo da crescere una generazione che sappia risolvere i propri problemi senza avere sempre bisogno di qualcuno che le dica cosa fare.

 

Allora non dobbiamo intervenire? Ce ne stiamo completamente fuori dalla discussione?

No, una mediazione può essere utile, ma non deve dare un giudizio morale, bensì una diversa visione della cosa.  Dobbiamo far nascere nel bambino il desiderio di fare la pace, tornando così alla bella situazione in cui si è tutti “amici come prima”.
Per prima cosa ricordiamoci che ad età diverse corrispondono bisogni diversi di guida ed educazione.
Prima dei quattro anni è impossibile far capire a un bambino un ragionamento basato sul giusto e sbagliato come concetti astratti.
Possiamo invece provare a far mettere il bambino nei panni dell’amico con una domanda del tipo “Come ti sentiresti se avessero rotto il tuo gioco?”.
Dai quattro anni in su possiamo invece iniziare a spiegare che ci sono cose giuste e sbagliate, che quello che fa stare male gli altri non va bene, non va fatto, così come gli altri non devono far soffrire noi.
Magari possiamo dare loro comunque un supporto: se proprio il bambino non riuscirà a capire se quello che vuole fare è giusto o sbagliato allora può chiedere un consiglio all’adulto, per poi fare le sue valutazioni.

Il discorso cambia ovviamente mano a mano che il bambino cresce, quando i livelli di comprensione diventano più ampi ed è fondamentale dare una netta distinzione fra ciò che è giusto e ciò che non lo è.
Ma qui partiremo avvantaggiati se avremo abituato i nostri figli all'empatia, a cercare cioè di mettersi nei panni dell’altro.
E voi come gestite i litigi dei vostri figli con gli amici?

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