Dare esempio per educare

Oggi parliamo di una regola fondamentale ma questa volta rivolgendo lo sguardo verso noi genitori. Parliamo della necessità di dare l’esempio.

Quando si parla di regole ed educazione in famiglia sembra sempre che solo i bambini debbano seguire indicazioni ed essere instradati verso “la retta via”.

Ma non è così.
Anche noi genitori dobbiamo agire percorrendo alcuni binari precisi se vogliamo educare le nuove generazioni in modo efficace.

Quello che io ritengo essere il principio, la regola più importante che i genitori debbono tenere a mente (io per prima) è dare l’esempio.

Nel mio ruolo di formatore nel campo della sicurezza sul lavoro mi occupo anche di argomenti quali la gestione del team e la comunicazione e dico spesso a datori di lavoro, dirigenti e preposti che gestire un team di lavoro quando si parla di sicurezza è molto simile a gestire la comunicazione in famiglia.
Oggi dico a voi che gestire l’educazione dei figli è molto simile a gestire un team di lavoro.
Provate a pensare a un ambito lavorativo qualunque in cui siate inseriti (fabbrica, ufficio, pubblica amministrazione, cantiere, ecc..) e chiedetevi cosa succede se il responsabile del gruppo di lavoro non segue per primo le regole che egli stesso ha dato ai suoi collaboratori.
Facciamo un esempio pratico: chi ha mansioni operative spesso utilizza dispositivi di protezione individuale.
Questi sono fondamentali per la tutela del lavoratore, ma diciamocelo: sono scomodi. Per quanto ben scelti sono scomodi.

Cosa accadrà a quel team di lavoro se il caporeparto se ne frega beatamente e non li usa pur avendone l’obbligo? Quale sarà il livello di stima e di autorevolezza di cui godrà? In sostanza: quanto sarà credibile nel suo pretendere dai collaboratori un comportamento conforme alle regole?
Se non vi siete già risposti da soli ve lo dico io: stima zero, autorevolezza zero.

Lo stesso vale in famiglia.
“Non si gioca a tavola!” però poi teniamo il cellulare accanto al piatto perché dobbiamo, assolutamente e proprio in quella mezz’ora, rispondere a una mail di lavoro o controllare la nostra bacheca Facebook.
“Non si dicono parolacce!” e poi in macchina appena ci sorpassano tiriamo giù tutti i santi del paradiso.
“Non si risolvono i problemi con le mani!” ma la sculacciata quando non riusciamo a farci ascoltare è lecita!
Ecco, no non lo è.

Non rispettare le regole solo perché noi siamo grandi ci fa perdere la stima dei nostri figli.
E se ora che hanno pochi mezzi dialettici per contestare questi nostri comportamenti e la cosa crea problemi relativamente limitati, avremo molti problemi quando tutti questi errori ci verranno vomitati addosso in quel meraviglioso momento di ribellione e feroce consapevolezza che è l’adolescenza.

Essere sempre perfettamente coerenti non credo sia umanamente possibile. Non siamo robot programmabili ma persone con fragilità e stanchezze da gestire.
Il punto è che quando si sgarra ci si dovrebbe fermare, mettersi faccia a faccia col bassetto/a di turno che ci sta guardando con la faccia da “Ma con che fegato poi sgridi me?!?” e ammettere l’errore chiedendo scusa.
Costa fatica, ma è il migliore insegnamento che possiamo dare ai nostri figli: coerenza, umiltà, ammissione degli errori, rialzarsi per ripartire usando le regole come binario e puntello per la nostra esistenza.
Voi siete capaci di farlo? Io cerco di impararlo ogni giorno.

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