Frozen: il rapporto fra sorelle

Frozen è un bellissimo film che parla, fra le altre cose, del rapporto fra sorelle, uno dei rapporti familiari più difficili e meravigliosi che ci siano.

La storia la conosciamo già: Anna ed Elsa sono due sorelle molto legate che vengono separate per paura che Elsa ferisca di nuovo Anna con i suoi poteri di ghiaccio, rischiando di nuovo di provocarne la morte.

Iniziamo proprio da qui, dalla diversità delle due sorelle, dalle loro peculiarità che sembrano allontanarle. Elsa regale, con doti eccezionali che la spaventano e la rendono terribilmente sensibile e rigida. Anna aperta, sorridente, pronta sempre a giocare e perdonare.

 
Capita in ogni coppia di sorelle: c’è la bella e la intelligente, l’allegra e quella seria e affidabile, quella brava in matematica e quella che scrive come Doris Lessing. Etichette. In famiglia arrivano come ridere e ti si appiccicano addosso con l’aggravante della normale competizione femminile, perché non raccontiamoci storie: è dalla vita di casa che iniziamo a metterci in competizione le une con le altre e ci mettiamo anni a sviluppare una solidarietà femminile degna di questo nome.

E qui entra in gioco un altro aspetto del film: il distacco portato dai ruoli e il rinfacciarsi una distanza non compresa. Elsa viene isolata dai genitori e poi prosegue volontariamente la sua clausura per proteggere la sorella da un pericolo solo possibile. La sorella maggiore che diventa custode della minore abbandonando il suo ruolo di complice., quella brava in matematica e quella che scrive come Doris Lessing. Etichette. In famiglia arrivano come ridere e ti si appiccicano addosso con l’aggravante della normale competizione femminile, perché non raccontiamoci storie: è dalla vita di casa che iniziamo a metterci in competizione le une con le altre e ci mettiamo anni a sviluppare una solidarietà femminile degna di questo nome.

E qui entra in gioco un altro aspetto del film: il distacco portato dai ruoli e il rinfacciarsi una distanza non compresa. Elsa viene isolata dai genitori e poi prosegue volontariamente la sua clausura per proteggere la sorella da un pericolo solo possibile. La sorella maggiore che diventa custode della minore abbandonando il suo ruolo di complice.Quante volte noi genitori ce ne usciamo con la frase “Occupati di tua sorella tu che sei grande?”, come se in nostra assenza il ruolo del più grande fosse quello di vice-genitore e non di sostegno e spalla. Il che non significa deresponsabilizzare le primogenite, ma non caricarle di un eccesso di responsabilità, non far sì che, fin da bambine, si sentano come delle piccole madri. Non lo sono. Sono altro da noi genitori e non devono farsi carico di problemi troppo grandi per le loro giovani spalle e soprattutto di ruoli sballati rispetto al loro.
Anche perché le sorelle minori difficilmente capiscono perché dovrebbero avere due madri e non una mamma e una sorella come sarebbe normale. Questo ovviamente dà origine a liti e rancori che rischiano di metterci anni a sedarsi.

Ma poi ci sono anche gli aspetti belli nel rapporto fra sorelle, non dimentichiamoli mai!
Quando Elsa perde il controllo, scatena l’inverno e fugge, Anna non ha dubbi, non ha paure o incertezze: la segue. “È mia sorella, non mi farebbe mai del male“. Lo sa, sa quanto il loro legame sia forte e possa sopravvivere a ogni cosa, a ogni discussione, a ogni segreto.
Perché fra sorelle è proprio così, ci si perdona. Magari dopo anni, ma ci si perdona. Si perdonano i dispetti, i segreti, le cattiverie e tutto quello che in una vita ci si può inventare per tormentare chi condivide con noi patrimonio genetico, bagno e trucchi.
Perché fra sorelle basta un sorriso, una necessità, un consiglio da ricevere e si è di nuovo un duo, di nuovo unite contro le difficoltà o insieme per divertirsi come non mai.

Voi che ne dite? Quanto è rappresentativo Frozen del rapporto fra sorelle

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